AI e Imprenditori

L’adozione cresce in Europa: 8 imprenditori su 10 tra gli intervistati in Francia e Germania hanno utilizzato l’AI nell’ultimo anno

  • Secondo una survey condotta in Europa da bunq, il 62,4% degli imprenditori paga già o sarebbe disposto a pagare per strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
  • Quasi il 60% degli stessi intervistati afferma che le attività amministrative occupano tra il 25% e il 50% della propria settimana lavorativa.
  • In Italia, secondo Unioncamere e Dintec, la quota di imprese che dichiara di utilizzare soluzioni di AI è passata dal 13,1% nel 2024 al 19,5% nel 2025.

Milano, 21 ottobre 2026 – L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più uno strumento operativo nella gestione quotidiana delle imprese. È quanto emerge da una survey internazionale di bunq, la seconda neobank più grande d’Europa, che ha analizzato il rapporto tra imprenditori, freelance e strumenti di AI in diversi mercati europei e negli Stati Uniti. Tra gli imprenditori intervistati in Francia e Germania, quasi 8 su 10 (77,5%) dichiarano di aver utilizzato strumenti di AI per supportare il proprio business negli ultimi 12 mesi. Allo stesso tempo, il 62,4% afferma di pagare già, o di essere disposto a pagare, per strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

La diffusione dell’AI avviene in un contesto in cui le attività amministrative e operative continuano ad assorbire una quota significativa del tempo degli imprenditori. Tra gli intervistati nei due Paesi, 6 su 10 dichiarano di dedicare alle attività amministrative tra il 25% e il 50% della propria settimana lavorativa.

L’AI entra nei processi aziendali quotidiani - I dati raccolti da bunq mostrano che l’intelligenza artificiale viene utilizzata sempre più come strumento operativo per semplificare attività ricorrenti. Un’indicazione ancora più concreta arriva dai Paesi Bassi: tra 500 freelance che hanno già avviato un’attività, il 69,2% dichiara di aver automatizzato o ottimizzato almeno un processo aziendale utilizzando l’AI. Le aree citate più frequentemente sono marketing e vendite, customer support, pianificazione, contabilità e finanza, IT e produttività personale, comprese email, documenti e presentazioni.

Fiducia, competenze e costi restano i principali ostacoli - L’adozione dell’AI non è priva di ostacoli. Tra gli imprenditori intervistati in Francia e Germania, le principali barriere indicate sono i costi, la mancanza di conoscenze e/o fiducia, la sicurezza e la privacy dei dati. Nel Regno Unito, in particolare, la mancanza di conoscenze e/o fiducia è l’ostacolo citato più frequentemente, indicato dal 37,8% degli imprenditori.

L’adozione dell’AI accelera anche in Italia - Anche i dati pubblici relativi al mercato italiano indicano la stessa tendenza. Un’analisi di Unioncamere e Dintec, basata su oltre 20.000 assessment realizzati attraverso i Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio, rileva che la quota di imprese che utilizza soluzioni di AI è passata dal 13,1% al 19,5% tra il 2024 e il 2025. Anche Istat registra una crescita simile: nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizzava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, il doppio rispetto all’8,2% del 2024, con una quota che sale al 53,1% tra le grandi imprese. Una survey CNA condotta su 2.500 micro e piccole imprese ha rilevato che il 35,6% utilizza già strumenti di AI, principalmente per migliorare la competitività, ridurre gli errori e risparmiare tempo.

“Gli imprenditori sono curiosi per natura, quindi non sorprende che siano tra i primi a sperimentare l’AI per semplificarsi la vita”, commenta Joe Wilson, Chief Evangelist di bunq. “Il vero vantaggio arriva quando l’AI si occupa delle attività amministrative, restituendo tempo da dedicare al business invece che alla burocrazia. La tecnologia dovrebbe adattarsi alla vita che vuoi costruire.”

Per bunq, l’AI non è una funzionalità integrata nel prodotto: è il modo in cui la banca ascolta gli utenti, progetta e sviluppa la propria app per semplificarne la vita, rendendo più semplice la gestione bancaria per imprenditori e freelance. Molto spesso, le attività degli utenti bunq non sono legate a un solo Paese, e nemmeno la loro banca dovrebbe esserlo.

Nota metodologica

La survey internazionale di bunq è stata condotta da Pollfish nel luglio 2026 su campioni di imprenditori, founder e freelance in diversi mercati, tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Irlanda, Spagna e Paesi Bassi. I dati citati relativi a Francia e Germania si riferiscono al campione aggregato degli intervistati nei due Paesi e non rappresentano un campione italiano.

Informazioni su bunq

bunq, la seconda neobank più grande d’Europa, ha creato la prima banca progettata attorno alle esigenze dei suoi utenti. Sviluppando prodotti basati su ciò che gli utenti desiderano e di cui hanno realmente bisogno, bunq semplifica la vita di chi vive e lavora senza confini, a partire dal modo in cui gestisce il denaro: come lo spende, risparmia, ed investe. Come prima banca al mondo alimentata dalla GenAI, bunq offre supporto finanziario semplice, sicuro e disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, così che ogni utente possa ricevere l'aiuto di cui ha bisogno, quando ne ha bisogno.

Pioniera in molti ambiti considerati impossibili, bunq è stata la prima banca ad ottenere una licenza bancaria "greenfield" europea in oltre 35 anni, ha raccolto il più grande round di Serie A mai ottenuto da una fintech europea (193 milioni di euro) ed è stata la prima neobank dell'UE a raggiungere la redditività strutturale. Nell'ambito della sua missione di costruire la prima neobanca globale, bunq ha inoltre ottenuto una licenza broker-dealer negli Stati Uniti e ha presentato domanda per ottenere una licenza bancaria in Messico, con ulteriori espansioni in programma. Scopri di più: www.bunq.com

Ricevi notizie esclusive

Sei giornalista o lavori per una testata?
Iscriviti e richiedi l'accesso a notizie esclusive.

Chiedi accesso

Receive bunq news on your RSS reader.

Or subscribe through Atom URL manually